• INSERIMENTO IN G.A.E.

    Per coloro che sono in possesso del DIPLOMA MAGISTRALE entro l'anno scolastico 2001/2002.

  • STABILIZZAZIONE

    Per coloro che hanno prestato servizio per tre anni e comunque almeno 36 mesi

  • REINSERIMENTO IN G.A.E.

    Per coloro che hanno dimenticato di aggiornare la graduatoria ad esaurimento.

     

  • ABOLIZIONE E RIMBORSO

    Trattenuta E.N.A.M. - Docenti Infanzia e Primaria.
  • RICONOSCIMENTO DEL PAGAMENTO DELLE FERIE

    Non godute dai precari con nomina fino al termine delle lezioni o al 30 giugno.

 

COMUNICATO Dopo l’inserimento con riserva di altri 700 docenti diplomati nelle graduatorie ad esaurimento disposta con ordinanza dello scorso 19 febbraio, si registra un altro intervento della VI sezione del Consiglio di Stato che, in sede di giudizio di ottemperanza, con ordinanza del 26 febbraio ha nuovamente intimato al Ministero
dell’Istruzione di procedere alle nomine a tempo determinato ed indeterminato dei docenti diplomati inseriti con riserva nelle graduatorie.
Un gruppo di ricorrenti in possesso di diploma magistrale abilitante, inseriti con riserva nelle graduatorie con ordinanza del Consiglio di Stato del dicembre 2014, a fronte della non corretta esecuzione della misura cautelare da parte del Miur che, nonostante l’inserimento in graduatoria si rifiutava di convocarli per il conferimento delle supplenze e per le immissioni in ruolo sui posti residuati dopo il piano straordinario di assunzioni, hanno proposto un giudizio di ottemperanza innanzi al Consiglio di Stato.
Accogliendo il ricorso proposto dall’avvocato Dino Caudullo, richiamando i loro precedenti pronunciamenti in materia e nonostante il deferimento della questione all’Adunanza plenaria (che tratterà la questione il prossimo 27 aprile), i Giudici di Palazzo Spada hanno ribadito il principio secondo il quale l’iscrizione nelle graduatorie con riserva, non può impedire- al di fuori del piano straordinario di assunzioni per l’anno scolastico 2015/2016 di cui all’art. 1, commi 93 e 96, della legge n. 107 del 2015 – la possibilità di essere individuati quali destinatari di proposta di assunzione, in quanto il depotenziamento dell’iscrizione con riserva nelle graduatorie, che vorrebbe introdurre l’Amministrazione, non sembra avere fondamento legislativo.
Sulla scorta del predetto principio di diritto, il Consiglio di Stato ha quindi assegnato al MIUR un termine di 30 giorni per dare esecuzione all’ordinanza, nominando quale commissario “ad acta”, in caso di persistente inottemperanza, la dr.ssa Carmela Palumbo, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e per l’autonomia scolastica. Avv. Dino Caudullo I ricorsi presentati in tribunale possono essere agevolmente seguiti e monitorati tramite un apposito servizio on line.
Come può fare il personale della scuola per monitorare in autonomia l’iter amministrativo e giudiziario del suo ricorso presentato al tribunale del lavoro, senza chiedere in continuazione al sindacato di riferimento che ha promosso il ricorso oppure all’avvocato che lo assiste?
Sono tantissimi i ricorsi attivati in questi anni dal personale della scuola per tutelare dei diritti elementari, che dovrebbero essere già garantiti; ma in molti casi: per ignoranza, imperizia, negligenza o incuria vengono lesi dall’amministrazione scolastica a tutti i livelli, dal dirigente scolastico al ministero fino in parlamento.
I tribunali del lavoro di tutto lo stivale, dunque, sono intasati da decine di migliaia di ricorsi dei lavoratori e precari della scuola, con il conseguente fortissimo ritardo delle pronunzie di sentenze ed ordinanze.
Infatti, come è noto, l’amministrazione della giustizia, è a corto di personale da anni ormai, tanto è vero che non più di un anno fa, nel gennaio 2015, è stato emanato un bando di mobilità volontaria per farvi transitare gli esuberi di altri comparti del pubblico impiego, compresa la scuola.
Il ricorso, anche se promosso da una organizzazione sindacale o da un’associazione di categoria è sempre redatto e depositato nella cancelleria del tribunale da un avvocato iscritto all’ordine forense. All’atto della presentazione del ricorso, viene rilasciato un numero d’iscrizione al registro generale con l’anno in corso di presentazione, detto anche “iscrizione al ruolo o numero di RG”, ad es. RG 904/2015.
Dunque, con queste coordinate, il ricorrente può monitorare in tempo reale ed in tutta autonomia collegandosi all’indirizzo web https://pst.giustizia.it/PST/it/pst_2_6.wp
tutto l’iter del suo ricorso al giudice del lavoro, dalla data d’iscrizione al ruolo generale, alle date delle udienze fino all’emissione della sentenza. Naturalmente dev’essere in possesso del numero di RG preventivamente richiesto al legale di fiducia.
Un volta cliccato sul link, appare un menu a tendina dove si deve selezionare la regione di ubicazione del tribunale, poi l’ufficio giudiziario (che sarebbe il tribunale competente) ed infine il registro (che sarebbe la materia: lavoro, contenzioso civile ecc.). Tanto per fare un esempio, per monitorare on-line un ricorso al giudice del lavoro di Milano: dopo aver selezionato Lombardia, selezionare tribunale ordinario di Milano e selezionare lavoro. Dopodiché si apre una sottosezione, dove come prima voce appare “Ruolo generale”, cliccare su “Ruolo generale” ed inserire in numero di RG e l’anno di presentazione del ricorso. FONTE: La Tecnica della Scuola

Obbligatorio

Obbligatorio

Obbligatorio

Invio del modulo in corso...

Il server ha riscontrato un errore.

Modulo ricevuto.

Obbligatorio

Obbligatorio

Obbligatorio

© lattuca